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SUPPOSTE ABORTIVE

 Contestati a Cassino al grido "vergogna, vergogna" da attivisti favorevoli alla legge 194 sull'aborto, la senatrice del Pd Paola Binetti ed il direttore de 'Il Foglio' Giuliano Ferrara si sono schierati a favore del documento firmato dai ginecologi di quattro università romane che impegna a "rianimare prematuri estremi".

La contestazione è scattata mentre Binetti e Ferrara stavano entrando nella sala conferenze dell'aula Pacis dell'università di Cassino per un convegno organizzato dalla diocesi della cittadina nel frusinate in occasione della trentesima giornata per la vita. Gli slogan sono stati urlati da una sessantina di persone che partecipavano ad un sit-in della Cgil, della Uil e delle associazioni "facciamo breccia" ed "Arcobaleno" e "Clr di Roma" a sostegno della legge 194, organizzato fuori della sala in cui si doveva svolgere la conferenza. 

Ferrara ha detto che "ognuno ha diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale. Questa è la moratoria: è uno scandalo che faccia notizia il documento di Roma. E' normale, invece, che non dovrebbe essere così. Se fa notizia vuol dire che qualcosa non và. Si discute se bisogna usare la parola omicidio o meno". "Ogni vita ha un valore assoluto e irrinunciabile - ha detto la senatrice Binetti - il diritto di essere nato dà il diritto di essere rianimato e si chiede al Parlamento di assumere una condizione diversa della 194. La vita è un diritto universale di tutti". 



La coppia di fatto più bella del paese sta facendo un bel tuor promozionale della loro nuova brillante idea: la "moratoria sull' aborto", dopo che i radicali hanno promosso con l' aiuto dello stato italiano quella sulla pena di morte come potevano essere da meno non condannando una infamità come il diritto di una donna a mettere al mondo o no il figlio che sta tenendo in grembo.

Una domanda sorge spontanea: ma a quei due che gli frega?
Le ipotesi sono varie:
1) Ferrara ha un desiderio di maternità ma poi ci ha ripensato, e alla fine ha deciso che se lo tiene
2) La Binetti, non riuscendo più a eccitarsi col cilicio deve trovare una nuova valvola di sfogo sfogandosi sulle nostre scatole(piene)
3)I due stanno per sposarsi e vogliono sapere cosa farne del futuro nascituro (quello del punto uno)

Comunque sia oggi sono stati contestati, come meritano, perchè la moratoria è una cosa seria e va fatta per fatti importanti come la pena di morte che è un atto riprovevole e incivile mentre l' aborto, per quanto non si possa condividere, è un diritto di tutte noi donne a decidere autonomamente cosa farne di noi stesse, una può decidere se abortire o no ma è giusto che abbia la possibilità di scegliere.

Lascio la mia conclusione a uno dei più grandi poeti moderni, il menestrello dei poveri e degli emarginati, al grande Fabrizio e al suo "Testamento di Tito"

" Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore. "


                     

Pubblicato il 4/2/2008 alle 14.37 nella rubrica Diario.

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